10 - 03 - 2026
Ricordo della critica Bianca Tosatti per la morte del nostro Cesare
La morte dell’artista irregolare Cesare Paltrinieri ci interroga sulle grandi questioni del tempo, della memoria, della morte e della rinascita.
Fare ritratti per lui ha significato creare dei tagli per fare un’inquadratura, diverse inquadrature, accumularle e montarle.
In questo modo Cesare leggeva il reale di un volto come un’invenzione che guarisce dall’infelicità, perché annullava la disposizione alla soggettivazione eccessiva, perché rimetteva il volto nel flusso delle forme di vita in comune.
Ho conosciuto poco Cesare - e moltissimo il suo lavoro - ma gli ho voluto bene: è stato un lavoratore della conoscenza, di quella conoscenza speciale che penetra nel soggetto anche senza che questi lo voglia, evitando le strettoie e le lame aguzze del pensiero.
In forza di questa conoscenza speciale oggi sono certa che vive in una situazione di grazia piena.
Ritratto di Sergio, 2007